25
aprile
martedì

I MATTI DELLE GIUNCAIE

FOLK

Se la prima necessità è quella di resistere, di esserci, di andare avanti, la risposta fiera e giusta è “Noi non siamo stanchi”
Il disco live
Dopo la fruttuosa collaborazione con Francesco Moneti lo storico violinista dei Modena City Ramblers, che ha accompagnato la band maremmana per alcune fra le migliori date del recente tour dei club, I Matti si preparano ad un nuovo anno di concerti ed al nuovo disco live, che conterrà
le migliori registrazioni estratte dai concerti degli ultimi mesi. Una sorpresa dedicata ai fan e ad un
pubblico che li ha seguiti in questi anni di grande attività.
Noi non siamo stanchi – il nuovo album
I Matti delle Giuncaie intitolano così il loro nuovo album di quattordici brani in parte strumentali – come da tradizione del gruppo – e in parte cantati. Le musiche della band questa volta hanno duettato con la penna di Eugenio Bennato (Gioco di onde), Enrico “Erriquez” Greppi della Bandabardò (Tango Orango) e Michele Lombardi degli Scaramouche (Maremma Africa), autori dei testi dei tre brani.
Il disco prende vita e forma all’interno di un antico podere nella campagna maremmana, trasformato per l’occasione in uno studio di registrazione da Davide Fatemi (Perfect10). Luoghi del cuore e dell’anima, dove le origini e il mondo attorno si mescolano e si intrecciano fortemente. Evoluzioni, viaggi presunti e reali, ritmi reinterpretati e fatti propri. Un album che più che mai vuole essere “un abbraccio al mondo” ed alla sua diversità e bellezza. Ci troviamo così dall’altra parte dell’oceano con Que bel Québec (featuring i canadesi Marco Calliari, Frédéric Péloquin e Julie Houle), in Sassonia con Uz Ti Sceglie (featuring il gruppo tedesco dei 17 Hippies), in Svezia con la Rapsodia Svedese, liberamente ispirata ad una canzone del compositore Carl Michael Bellman (1740 – 1795), a Berlino con Shawarma (featuring la marching balkan band Zastava Orkestar), a Genova con Un Matto di Fabrizio de Andrè, e più imprecisatamente in mezzo al mare, solo apparentemente persi con Gioco di Onde scritto da Eugenio Bennato, che vede la partecipazione straordinaria anche di Candida Nieri, premio UBU come migliore attrice del 2013.
Calendario in aggiornamento…
Bio breve
Nati sulle sponde del “padule” – come amano dire in maremmano – i Matti nascono dall’incontro tra un’ipnotica chitarra classica, un ispirato mandolino, una chitarra acustica rock piena zeppa di rumori e un’incredibile batteria a motore. Lapo Marliani, Francesco Ceri, Andrea Gozzi e Mirko Rosi sono i suoni e le voci della band regina dell’Hard-Folk. Insieme decisero che era arrivata l’ora di unire il folk, la musica gitana, quella cantautoriale e il rock in una patchanka piena di iappappà, meghe meghe, e giga gigumba al fine di ribadire il motto “divertirsi suonando”. Ai testi preferiscono le piccole frasi, da urlare al cielo – come se avessero la forza di messaggi universali – legate spesso alla propria terra: la maremma toscana. Capitano così ricordi che sanno di antico di quella terra ove veniva coltivata la Canapa Sativa e soffia lo scirocco (Il Bagno nella Canapa) oppure beffe agli amici per il troppo bere (Tomma).
I Matti delle Giuncaie hanno suonato in ogni tipo di struttura o luogo. Sono circa quattrocento concerti in sei anni tra live club italiani, tedeschi, francesi, e canadesi, pinete sul mare, centri sociali, paesini sperduti, con i Gogol Bordello, con la Bandabardò, al Sacro Cuore a Parigi, con Simone Cristicchi e il coro dei minatori di Santa Fiora, con i Modena City Ramblers, con Moni Ovadia e in tanti altri posti e tanti altri artisti.
I MATTI DELLE GIUNCAIE sono: FRANCESCO CERI – Mandolino ANDREA GOZZI – Chitarra Acustica LAPO MARLIANI – Chitarra Classica MIRKO ROSI – Batteria

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